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KINGDOM HEARTS: RETROSPETTIVA COMPLETA DI UNA SAGA NATA DA DISNEY E SQUARE

di Cristian Mazzini

3 settembre 2026 — Lettura da 11 minuti

Kingdom Hearts prima immagine

Tutto cominciò in un periodo non ben precisato di fine anni ’90, dove un giovanissimo Tetsuya Nomura era alla ricerca di un’idea unica che potesse portare alla creazione del SUO Super Mario 64, già all’epoca definito un capolavoro assoluto del videogioco, nonché il primo di sempre a creare lo stile platform in 3D.

Nomura ha raccontato che l'idea era legata proprio alla volontà di realizzare un gioco 3D nel quale il giocatore potesse muoversi liberamente, qualcosa che lo aveva colpito profondamente dopo aver giocato Super Mario 64.

L’ascensore: la nascita di un’idea folle

La famosa storia dell'ascensore è reale come punto di partenza della collaborazione, ma è stata spesso semplificata nel racconto popolare.

Square e Disney Japan avevano uffici nello stesso edificio e Shinji Hashimoto ebbe un incontro casuale con un dirigente Disney; Da quella conversazione nacque l'idea di collaborare e successivamente Hashimoto e Hironobu Sakaguchi parlarono del progetto a Nomura, che presente casualmente, si propose di occuparsene personalmente.

Qui arriviamo ad un punto fondamentale:

Disney voleva creare qualcosa con Topolino (al tempo come oggi volto dell’azienda) ma Square aveva idee diverse a riguardo, non voleva creare un banale “gioco Disney”, Nomura raccontò che l’idea di Kingdom Hearts non nacque in quel momento preciso, aveva già pensato di creare qualcosa di simile e approfittò dell’occasione per proporsi ed avviare il progetto.

Kingdom Hearts non nasce semplicemente dall'idea "mettiamo la Disney in un Final Fantasy", nasce dalla volontà di creare un nuovo universo originale utilizzando Disney come elemento fondamentale.

Le menti dietro al progetto

Tetsuya Nomura: Il cuore creativo della saga, nonché già character designer di Final Fantasy VII all’epoca e di Kingdom Hearts poi.

Colui che si è occupato sin dal principio della serie del design dei personaggi, della filosofia narrativa, del rapporto diretto con Disney e del concetto di “cuore” che contraddistingue questa saga da sempre.

Quando gli fu chiesto cosa volesse creare in Kingdom Hearts, lui rispose che il tema delle connessioni tra le persone anche quando non sono fisicamente insieme sarebbe stato fondamentale.

Shinji Hashimoto: Il produttore che contribuì concretamente a trasformare la possibilità di una collaborazione Square-Disney in un progetto reale.

Hironobu Sakaguchi: Il padre di Final Fantasy, fondamentale per comprendere l'ambiente creativo dal quale proveniva Nomura.

Yoko Shimomura: Creatrice delle iconiche e meravigliose colonne sonore del gioco, parlare di Kingdom Hearts senza nominare Dearly Beloved, Destiny Island, Roxas’s Theme, Traverse Town, The Other Promise e moltissime altre sarebbe un delitto.

La musica di Shimomura non è semplicemente una colonna sonora: è una parte dell'identità emotiva della saga.

Tetsuya Nomura dietro la creazione di Kingdom Hearts
Tetsuya Nomura

La conferma di Disney

L'obiettivo iniziale era addirittura quello di mantenere la storia relativamente semplice per adattarsi al pubblico Disney, poi però la visione di Nomura portò progressivamente il progetto verso qualcosa di molto più ambizioso (chiaramente con tutti i limiti del caso imposti da Disney).

Nomura raccontò inoltre che inizialmente erano stati considerati più di 20 mondi, poi ridotti attraverso il processo di sviluppo. La scelta si basava soprattutto sulla popolarità dei film, sull'interesse dei personaggi e sulla possibilità di trasformare quelle ambientazioni in qualcosa di divertente da esplorare.

L’obiettivo finale era sì quello di creare un IP completamente nuova che unisse l’universo di Final Fantasy e dei JRPG a quello dei magici mondi della Disney, ma soprattutto una grandissima mossa commerciale per spingere entrambi gli universi, si sarebbero dovuti fare pubblicità a vicenda; Ecco perché soprattutto il primo gioco di storia originale ha così poco, perché inizialmente l’obiettivo era quello di massimizzare le vendite.

Disney acconsentì al progetto e lo sviluppo iniziò, col primo gioco in uscita su PlayStation 2 il 28 marzo 2002 in Giappone, arrivando poi in Europa il 15 Novembre dello stesso anno.

Sora: Il protagonista che non sarebbe dovuto esistere

Sora è la dimostrazione perfetta di quello che Kingdom Hearts voleva essere.

Non Topolino, non Paperino, non Cloud, non un personaggio di Final Fantasy, ma bensì un ragazzo normalissimo e originale che unisse lo stile “Nomuriano” alla Final Fantasy con caratteristiche dei classici personaggi Disney, fino ad arrivare al concetto di cuore, identità, memoria e connessione che divenne progressivamente sempre più centrale.

Sora inizialmente non era stato ideato come lo conosciamo oggi.

Aveva delle fattezze molto più animalesche e non umane, più precisamente un ibrido umano-leone antropomorfo armato di motosega e non di keyblade.

Questo design così distante da quello finale fu il risultato di una serie di compromessi creativi e discussioni tra Square (ora Square Enix) e Disney.

Nei primi bozzetti del 1999, la fisionomia e l'equipaggiamento di Sora presentavano dettagli radicalmente diversi: possedeva orecchie feline, artigli, una coda da leone e impugnava una spada-motosega invece della famosa chiave, inoltre indossava abiti larghi e pesanti, stivali ed un copricapo.

Perché il design è stato completamente cambiato?

Disney bocciò completamente la motosega, ritenne l’arma troppo violenta e fuori contesto per l’atmosfera dei suoi mondi, venne dunque riprogettata da Nomura che la rese la famosissima Catena Regale che oggi amiamo.

Il cambio dell’outfit deriva dall’estrema somiglianza con Zidane, il protagonista di Final Fantasy IX, per evitare ridondanze decisero di rimuovere la coda.

Infine siccome Disney fu molto chiara, non voleva che Topolino fosse il volto principale e protagonista del gioco, lo staff di Nomura decise di rendergli omaggio rappresentando il classico abito con pantaloncini rossi, scarpe giganti e guanti bianchi.

Nacque così, SORA.

Design iniziale vs Design effettivo di Sora

La Nascita del gioco nel 2002

Come dissi precedentemente, il gioco uscì nel 2002, fin’ora vi ho spiegato com’è nato il progetto, adesso passiamo a come sono riusciti a farlo funzionare.

Il primo Kingdom Hearts aveva qualcosa che sulla carta sembrava quasi impossibile:

Un mondo nel quale Disney e Square non sembravano due elementi estranei.

Paperino e Pippo potevano viaggiare insieme a Sora.

Cloud poteva esistere nello stesso universo di Hercules.

Tarzan poteva incontrare personaggi completamente originali.

E tutto questo veniva tenuto insieme da una storia nuova.

Sembrava un’idea impossibile, eppure è diventata una saga leggendaria tutt’oggi con una fanbase enorme che attende da anni il quarto capitolo numerato.

Il gioco uscì in Giappone il 28 marzo 2002, prima di arrivare successivamente in Occidente.

L’incredibile successo spinse Square a trasformare quello che sarebbe potuto essere un esperimento irripetibile in una vera e propria saga, introducendo sempre più personaggi originali e togliendo pian piano centralità ai personaggi di Final Fantasy, rendendo col tempo la serie non più un semplice crossover tra due mondi già esistenti ma una serie completamente nuova, con i suoi intrecci narrativi e i suoi personaggi unici, portando alle famose “Nomurate” che ormai tutti conosciamo e che i fan di vecchia data hanno imparato ad amare ed odiare col tempo.

Da un crossover ad una delle saghe più amate dei videogiochi

Da allora il gioco prese il via in una saga lunghissima, divisa in più di 10 giochi di cui solo 3 numerati ed il quarto da poco annunciato per fine 2027.

(Su Kingdom Hearts 4 dedicherò un articolo dedicato perché ho molto di cui parlare e speculare).

KINGDOM HEARTS 2:

Kingdom Hearts 2, ha completamente consacrato la saga, rendendola non più solo un crossover ma un IP completamente credibile (piena di problemi narrativi) ma pur sempre unica e funzionale.

Da molti (me compreso) è considerato l’apice della saga, partendo dalla varietà del gameplay alla storia incredibile avviata con Chain of Memories e 358/2 Days.

Si chiama Kingdom Hearts 2 ma non è il secondo gioco uscito, la saga ha avuto diverse polemiche perché per colmare il vuoto dal primo capitolo e successivamente tra il secondo ed il terzo, sono stati creati diversi giochi, fondamentali a livello narrativo ma “secondari”, tra l’altro pubblicati su diverse console, quindi o le possedevi tutte o rimanevi indietro con la storia.

Fortunatamente con gli anni sono state create le collection 1.5+2.5 e 2.8 contenenti tutti i giochi e facilmente recuperabili su una singola piattaforma.

Logo di Kingdom Hearts 2

KINGDOM HEARTS BIRTH BY SLEEP:

A proposito di giochi non numerati, Kingdom Hearts Birth By Sleep è proprio uno di quelli, a livello d’uscita si colloca tra il 2 ed il 3, a livello cronologico parla degli eventi precedenti 10 anni al primo Kingdom Hearts, introducendo la guerra dei Keyblade ed un nuovo trio di protagonisti mai visto prima.

Se 358/2 Days e Chain of Memories introducevano Roxas e l’organizzazione 13, Birth By Sleep introduceva Aqua, Terra e Ventus ampliando la mitologia della saga.

Qui possiamo iniziare a spiegare come Nomura abbia trasformato un semplice crossover in un universo narrativo gigantesco dove per comprendere tutti i dettagli bisogna giocarsi anche i giochi cancellati per cellulare, sì, avete capito bene. (Magari ci farò un articolo dedicato in futuro)

Logo di Kingdom Hearts Birth By Sleep

Il grande problema di Kingdom Hearts

Da questo arriviamo al grande problema della saga già accennato precedentemente.

La trama diventa inutilmente complessa, i giochi distribuiti in passato su diverse piattaforme e successivamente raccolte nelle collection, la mancanza di dettagli dovuti ai giochi gacha per telefono cancellati, la mancanza di remake degni della saga e potrei andare avanti… questa saga è piena di problemi.

Qui arriviamo alla domanda fondamentale, “Kingdom Hearts è davvero una serie narrativamente troppo complicata o è una storia che richiede di essere vissuta?”

Secondo me la risposta sta nel mezzo, è una saga che indubbiamente col tempo ha preso diverse diramazioni lasciando alla community più domande che risposte.

Tutt’ora non sappiamo tantissime cose, ma sono anche sicuro da amante del gioco, che se vissuta negli anni, ti entrerà indubbiamente nel cuore, ad oggi un po’ come succede in One Piece la gente continua a speculare e fare teorie sul futuro, il bello è anche un po’ questo, il viaggio, l’affetto che proviamo per i personaggi e le emozioni che ci trasmettono.

Kingdom Hearts III: 17 anni dopo

Il primo Kingdom Hearts è uscito nel 2002, il terzo capitolo (o meglio il decimo se consideriamo tutti i titoli) è uscito 17 anni dopo, nel Gennaio 2019, quasi 17 anni dopo.

Nel frattempo la saga è diventata qualcosa di completamente diverso dall’idea originale.

Questa attesa la dobbiamo a diversi fattori cardine come l’annuncio avvenuto estremamente in anticipo rispetto all’uscita, lo stesso identico errore che Square Enix ha fatto negli ultimi anni col quarto capitolo, annunciato ad inizio 2022 per il 20° anniversario della serie e rimostrato la seconda volta 4 anni e mezzo dopo, a giugno 2026, ad un generico e assolutamente inaspettato Nintendo Direct in concomitanza del 25° anniversario.

Un altro fattore è stato il passaggio ad Unreal Engine che ha rallentato lo sviluppo.

Anche la questione legata al fatto che dovesse essere il capitolo conclusivo della saga di Xehanort e della guerra dei keyblade sicuramente non ha giovato all’uscita del gioco, che avrebbe dovuto rispondere a diverse domande e aprirne di nuove per il capitolo successivo.

Nonostante i mille problemi alla fine ce l’hanno fatta, il gioco è uscito ma…

Ha creato un sacco di buchi narrativi e problemi vari che hanno fatto infuriare i fan, che, dopo anni e anni di attesa si sono ritrovati sì un mondo meraviglioso e magico che ha sempre contraddistinto questa IP, ma allo stesso tempo un gioco pieno di incoerenze e buchi narrativi chiusi sbrigativamente, con mondi Disney che sicuramente dovuti alle pressioni dell’azienda multi-miliardaria sono stati quasi dei “copia-incolla” dei film originali (vedasi il mondo di Frozen).

Logo di Kingdom Hearts 3

Ci tengo a specificare che io amo alla follia questa saga, la reputo la mia preferita in assoluto per le emozioni che mi ha trasmesso e l’impatto che ha avuto su di me, però è ovvio che dovendo fare una retrospettiva completa devo mettere da parte la soggettività e parlare in modo più oggettivo.

La musica di Yoko Shimomura

Lo so, sarò ripetitivo, ma quanto sono belle le colonne sonore della Shimomura.

Vi sfido a dirmi che non siete rimasti imbambolati minuti interi nel menù ad ascoltare Dearly Beloved nelle sue varie versioni, personalmente succede ogni volta che avvio il gioco.

Quella sensazione di malinconia che ti pervade, (quasi) ti viene da piangere…

La musica di Yoko è uno dei motivi fondamentali per il quale molti di noi hanno ricordi meravigliosi ed indelebili di questa saga, perché le associamo a momenti della nostra vita nei quali eravamo ingenui e spensierati, li colleghiamo ai grandi eventi che il gioco ci ha mostrato e alle emozioni che ci ha trasmesso.

Yoko Shimomura
Yoko Shimomura

Kingdom Hearts oggi

Arriviamo al presente.

La Dark Seeker Saga è terminata con Kingdom Hearts III e il suo DLC: Re Mind, ma la storia non è finita.

La saga è entrata nella Lost Master Arc, con Kingdom Hearts IV come prossimo grande capitolo.

Il trailer del 20º anniversario aveva già mostrato il passaggio verso questa nuova fase e introdotto Quadratum. Square Enix ha inoltre utilizzato per il 20° anniversario il brano Reality in the Dark, associato al futuro Kingdom Hearts IV.

Ad oggi abbiamo avuto altri due trailer, il primo al Nintendo Direct di giugno, nel quale abbiamo avuto un piccolo approfondimento su Quadratum e dove ci hanno mostrato i “nuovi” personaggi provenienti dai giochi mobile cancellati, il secondo (e il più interessante) al D23 di Disney ad agosto, dove ci hanno mostrato il primo mondo Disney e tantissimi pezzi di trama.

Non aggiungo altro perché voglio realizzare un articolo dedicato alle speculazioni su Kingdom Hearts 4, quindi non ve lo perdete perché darò la mia opinione a 360° su tutto quello che ci hanno mostrato.
Spero che questa retrospettiva vi sia piaciuta e se vi va date un’occhiata ai miei altri articoli.
Grazie per aver letto fino a qui e alla prossima! ;)